L’espansione dei tessuti sfrutta la possibilità della pelle di distendersi progressivamente, come avviene ad esempio per la pelle dell’addome durante la gravidanza.

Questa tecnica necessita di due tempi chirurgici, ma permette di ricostruire seni di qualsiasi dimensioni con risultati finale eccellenti, permettendo di ridefinire il solco sottomammario e di ottenere una normale ptosi della mammella.

Chirurgicamente si sfrutta la cicatrice già presente della mastectomia e si procede scollando il muscolo grande pettorale per ottenere uno spazio dove collocare la protesi ad espansione.

 

La protesi è paragonabile ad un sacchetto di silicone, con superficie testurizzata (ruvida), vuoto che viene riempito progressivamente nel tempo con soluzione fisiologica, grazie ad una sua valvola interna.

Generalmente la protesi ad espansione è inserita già riempita al 50%, i riempimenti successivi, sempre effettuati con soluzione fisiologica, avvengono settimanalmente e nel giro di 3-4 settimane si raggiunge il volume finale desiderato.

La manovra è semplice, indolore ed è utilizzato un ago a farfalla di piccole dimensioni. Nel periodo di riempimento la paziente deve aver cura della pelle massaggiandola ed idratandola con creme particolari.

Terminato il riempimento sarà necessario attendere circa sei mesi al fine di evitare una retrazione secondaria della pelle.

 

Dopo circa sei mesi dall’ultima espansione si può procedere con il secondo tempo chirurgico. Si rimuove la protesi ad espansione e si inserisce una protesi anatomica permanente ed è inoltre possibile, senza cicatrici aggiunte, ricostruire il solco sottomammario e ottenere una naturale caduta del seno se la paziente lo desideri.

In una grande percentuali di casi è necessario ritoccare il seno contro laterale con le tecniche tipiche della chirurgia estetica, per ottenere una simmetria perfetta.

 

Vantaggi: possibilità di ricostruire qualsiasi tipo di mammella senza cicatrici supplementari avvicinandosi alla mammella contro laterale, possibilità di ritocchi e miglioramenti durante il secondo tempo chirurgico.

Svantaggi: l’unico svantaggio vero è il secondo tempo operatorio obbligato. Come per le altre protesi è sconsigliato l’uso dell’espansore dopo radioterapia.